Sughi, salse e derivati del pomodoro confezionati, scatta l’obbligo d’origine

Procede l’iter di sensibilizzazione rispetto all’origine degli alimenti che circolano nel territorio italiano. Infatti dopo latticini, riso e pasta dal  27 agosto 2018 la normativa nazionale prevede l’obbligo per le imprese di produzione di alimenti di indicare la provenienza anche del pomodoro.

A definirne le regole è il decreto interministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 47 del 26 febbraio 2018, ed entrato in vigore il successivo mese di agosto. Si tratta di un provvedimento volto a rafforzare il rapporto tra produttori e trasformatori e a garantire ai consumatori trasparenza riguardo ai prodotti coltivati in Italia rispetto a quelli di origine estera ed importati.

Quali alimenti devono rispettare quest’obbligo?

Nello specifico l’ obbligo è scattato per gli alimenti preimballati, in sostanza confezionati, in cui la percentuale di derivati del pomodoro supera il 50%.

Per questi prodotti deve apparire distintamente in etichetta sia il Paese di coltivazione del pomodoro, che quello di trasformazione. Qualora entrambe le operazioni avvengono nella medesima nazione si può utilizzare la seguente dicitura unica: “Origine del pomodoro: …”. Qualora le lavorazioni siano state eseguite nel nostro Paese si potrà indicare “Italia” in alternativa, nel caso in cui il prodotto sia stato coltivato e/o trasformato all’estero, c’è la possibilità di usare la dicitura generica “Paesi Ue”, “Paesi non Ue” oppure “Paesi Ue e non Ue”, qualora non sia volontà specificarne il Paese. Attenzione che le indicazioni sull’origine devono essere presenti in un punto ben evidente dell’etichetta, oltre che chiaramente leggibili ed indelebili.

Anche l’Europa, il 31 marzo 2020, si allineerà al percorso di identificazione d’origine degli alimenti, termine in cui diventerà attuativo lo schema di regolamento relativo all’indicazione in etichetta della provenienza dell’ingrediente primario (>50%) per gli alimenti circolanti nel territorio europeo, come previsto già a suo tempo dal regolamento UE 1169/11.

Da questa data i decreti italiani sull’origine del latte nei prodotti lattiero-caseari, del grano e della semola nella pasta, del riso e del pomodoro nelle relative conserve perderanno la loro efficacia.

Hai ancora dubbi inerenti al sistema di indicazione dell’ingrediente primario delle tue produzioni?

di Michela Di Maria

Tecnologa alimentare, appassionata di sicurezza alimentare, con la propensione innata per la formazione.
Consulente per piccole e medie aziende, imprese dell’ambito sociale e manifestazioni temporanee del settore alimentare.
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